La discussione incentrata sulle nuove tecnologie non trascura il progetto "Un computer in ogni casa". Non mancano le contestazioni per il Ministro
Nell'aula Galileo presso l'ateneo lucano si è tenuto il dibattito per discutere del ruolo delle moderne tecnologie nella società contemporanea. Si propongono soluzioni concrete e tangibili, che consentano un utilizzo corretto della techné, contro abusi e sregolatezze, estremamente nocivi nell'epoca della globalizzazione, in cui le risorse tecniche sono fondamentali. Oreste Lopomo è stato il mediatore di un dibattito iniziato con le proteste del gruppo dei no-global potentino.
Quest'ultimo ha esposto il proprio striscione contro la guerra, per manifestare al presente ministro Gasparri, la disapprovazione nei confronti di un eventuale conflitto armato. Il giornalista della sede RAI di Basilicata ha esordito proponendo l'affermazione di Clifford Store, l'eretico della rete, per il quale bisogna collegare le tecnologie con le risorse umane.
Il rettore dell'università della Basilicata, Francesco Lelj Garolla di Bard, commemora il giorno della memoria, quel fatidico 27 gennaio, quando i semiti arrivarono ad Auschwitz. Non bisogna dimenticare, ma tramandare gli eventi storici per evitare che si ripetano errori analoghi. Il rettore cita inoltre Victor Hugo, il quale temeva il potere della stampa, da immaginare quello dei mezzi di comunicazione moderni. Per questo è necessario un sistema di controllo che tuteli l'interesse di tutti. L'ateneo mira allo sviluppo del territorio e al progresso dei singoli, attraverso i nuovi corsi di laurea e le nuove iniziative da attivare, al fine di evitare la continua emorragia di cervelli dal territorio lucano.
Il successivo intervento, a sorpresa, è del professore Antonio Tamburro, preside della facoltà di scienze. Non parla in qualità di rappresentante, ma di singolo individuo. Rivolgendosi a Gasparri, afferma che verrà consegnata al ministro una targa dell'università, eppure non tutti i docenti sono d'accordo e lui è tra quelli. Scoppia il caos. La polemica è sempre più accesa. Nella sala si grida e solo il presidente della regione Basilicata Filippo Bubbico calma gli astanti, salutando l'illustre ospite a nome delle istituzioni e della comunità locale. Il dibattito prosegue e il professore Pasquale Frascolla, della facoltà di lettere e filosofia, cita la frase di Maurizio Ferraris, il quale afferma: "L'homo abilis è meglio dell'homo erectus, ma dov'è l'homo sapiens?".
Osservazione polemica che fa emergere il problema: l'acquisizione di mere abilità tecniche è sconsigliabile. E' necessaria anche una formazione umanistica, come quella della facoltà di scienze della comunicazione, in grado di formare individui che conoscano le tecnologie e in più il linguaggio negli aspetti storici e astratti. Il docente di ingegneria Mauro Fiorentino afferma che è in progetto il corso di laurea in ingegneria delle telecomunicazioni, che mira a formare persone con cognizioni informatiche e multimediali, nonché competenze nell'area dell'ingegneria.
Giovanni Motta, rappresentante degli studenti ricorda il 23 maggio del 1983, quando dopo il terribile terremoto del 1980, si decise di dar vita all'università degli studi della Basilicata. Essa tiene conto delle esigenze locali, pertanto sorge la facoltà di conservazione dei beni culturali a Matera per via dei Sassi e ingegneria meccanica a Potenza per la Fiat.
L'ateneo non punta sui grandi numeri, ma sulle risorse umane, curando altresì la sfera tecnica. Ora ci vorrebbero più contributi da distribuire agli atenei più meritevoli ed efficienti. Conclude ricordando la data storica del 27 gennaio, non per celebrare o difendere questa o quell'ideologia, ma per costruire un mondo di pace e non di guerra, a tutela dell'uomo. Sergio Ragone, rappresentante del senato studentesco, afferma che le tecnologie sono necessarie per modernizzare la società, ma bisogna evitare discriminazione tra chi ha e chi non ha, tra chi sa e chi non sa; la Basilicata cerca di ridurre le differenze, basti pensare all'iniziativa del "Computer in ogni casa".
Prende la parola Filippo Bubbico, presidente della giunta regionale di Basilicata. La regione cerca di investire insieme all'università nelle tecnologie, al fine di diffondere le conoscenze e le competenze di rete, per evitare il divario digitale tra nord e sud.
Con il cablaggio della rete si è cercato di creare le condizioni migliori per consentire agli investitori di scegliere la Basilicata. Conclude consegnando al ministro una moneta dei lucani del IV secolo a.C., quale simbolo della regione, che vuole essere moderna, mantenendo le proprie radici salde nella storia.
Per concludere è il ministro Gasparri a prendere la parola. Dichiara che internet è fondamentale, pertanto si punta su sistemi di comunicazione a banda larga, infrastrutture che consentono di inviare più bytes al secondo rispetto alla rete normale, da rigenerare. Lo Stato punta inoltre sulla telefonia di terza generazione, che consentirà di utilizzare cellulari per navigare in internet e conclude ricordando la giornata della memoria, celebrata in tutta Italia.
In un mondo sempre più globale le tecnologie sono indispensabili per ridurre le barriere geografiche. Eppure bisogna evitare che si investa solo nelle risorse tecniche. Al centro deve restare l'uomo e le proprie necessità: le macchine devono essere al servizio delle collettività per garantire un tenore di vita sempre migliore.