
Rappresen... tanti?
Tra poco si vota, il 21 e 22 Marzo, saremo chiamati ad eleggere i rappresentanti degli studenti al Senato Accademico, ai Consigli di Facoltà, al Consiglio di Amministrazione, al CUS e all’ARDSU. Come dice la parola, chi sarà nominato si prenderà l'impegno di "rappresentare" gli studenti. Dalla discussione della didattica di un corso di laurea alla scelta su come investire i fondi di Ateneo, dal discutere una regola sbagliata al proporne una più appropriata, il nostro parere è sicuramente fondamentale. Onorare questo impegno non sarà facile per nessuno, ma è importante che qualcuno ci provi. Candidarsi o non candidarsi? Per questa decisione i giochi sono quasi tutti finiti, e posso immaginare la tensione e l'adrenalina di chi ha deciso o magari solo pensato di buttarsi in un'impresa che se andasse in porto cambierebbe certamente la sua vita universitaria. Proporsi è quindi il fondamentale primo passo; che però, da solo, non basta. Se tutto va bene, avremo i nostri rappresentanti. Ma poi loro ci rappresenteranno? Andranno agli incontri? E ai lavori delle varie commissioni? Si preoccuperanno di portare avanti qualcosa di più del loro parere personale? Comunicheranno con chi li ha eletti? Qui invito alla responsabilità i futuri eletti, perché se io voto, poi voglio l'impegno. Ma non finisce qui. Infatti chi controlla gli eletti? Chi vigila sul loro lavoro? Nessuno, se non lo facciamo noi... Quindi ai rappresentanti dovremmo stargli dietro: sapere se si presenta alle assemblee, cosa dice, magari leggere i verbali, chiacchierarci ogni tanto... Inoltre bisogna ricordarsi che ci sono tante occasioni e spazi per farsi sentire senza passare per alcun rappresentante. Se ci pensiamo il nostro ruolo di "non candidati" non finisce con il voto: un conto è andare a mettere la X, e un altro è "partecipare". Allora, visto che in tutta questa storia studenti candidati e studenti votanti sono legati a filo doppio, e che i primi non esistono senza l'impegno elettorale e post elettorale dei secondi, speriamo che alla fine i rappresentanti siano effettivamente, così da assicurare un'ampia presenza degli studenti nelle sedi ufficiali e per dimostrare che a costruire questo Ateneo ci siamo anche noi.
Ottavio Romanelli
Di la tua sul blog http://unibas.ilcannocchiale.it