
DIRITTI in PIAZZA
Per cambiare le scelte del Governo la CGIL scende in piazza in tutta Italia.
Anche la CGIL di Basilicata scende in Piazza sabato 27 settembre per manifestare contro le scelte sbagliate del Governo in materia di salari, pensioni, scuola, mercato del lavoro, tagli alle risorse per la sanità per le infrastrutture e per la retribuzione dei lavoratori del pubblico impiego.
Gli appuntamenti sono per le ore 10.00: a Potenza in Piazza Mario Pagano, a Matera in Piazza Vittorio Veneto.
"La minaccia climatica giustifica forme di illegalità"
Un tribunale inglese ha assolto
alcuni militanti ambientalisti
colpevoli di aver danneggiato
una centrale elettrica: applicato
il Criminal Damage Act del 1971
La logica dietro la sentenza emessa da un tribunale inglese che ha assolto alcuni militanti ambientalisti colpevoli di aver danneggiato una centrale elettrica è che la minaccia dei cambiamenti climatici è tale da giustificare azioni illegali. Un verdetto eclatante che si rifà al Criminal Damage Act del 1971 che giustifica i danni causati ad una proprietà se questo evita danni ancora maggiori, come buttar giù la porta di una casa in fiamme per spegnere l'incendio. In quello che senz'altro costituisce un precedente, sei attivisti di Greenpeace che avevano imbrattato la ciminiera di una centrale elettrica di Kingsnorth causando danni per 35 mila sterline, sono stati prosciolti da un tribunale di Maidstone nel Kent.
Lo scorso mese Kingsnorth è stata teatro di una grande protesta contro la costruzione di una centrale elettrica di nuova generazione, alimentata a carbone; per gli ambientalisti si tratta di un brusco passo indietro nella lotta contro il surriscaldamento del pianeta. I sei attivisti di Greenpeace avevano così tentato di scrivere «Gordon bin it», (Gordon cestinalo) ma non erano riusciti ad andare oltre la scritta Gordon, in seguito all'ingiunzione di un tribunale. Nel corso del processo, durato otto giorni, la difesa dei sei attivisti ha dichiarato che i suoi assistiti hanno agito in linea con la reale convinzione che fermare l'emissione di gas dalla centrale di Kingsworth poteva costituire un tassello importante nella lotta contro l'inquinamento a livello globale.
A luglio ci eravamo lasciati con una vittoria, finalmente il 100% e finalmente potevamo sentirci 100% studentesse e studenti di questa università. Studiare in Basilicata come scelta e non come ripiego, in una università di eccellenza, anche per quel che riguarda i diritti degli studenti, è ad oggi la priorità.
Lo scandalo che ha colpito la facoltà di lettere, ha dato un duro colpo alla credibilità dell'ateneo e indipendentemente da come si risolverà, è una macchia indelebile nei "curriculum" accademici dei laureati Unibas. Pur dovendo aspettare l'inevitabile giudizio, fa rabbia sentirsi dire, "eppure lo sapevano tutti" e farà ancora più rabbia il solo pensare che qualcuno abbia frodato l'università e tutti gli studenti, nel caso il giudizio accerti ciò che i giornali hanno raccontato.
Tra promesse e ritardi, le emergenze restano: i soldi promessi da De Filippo sono stati stanziati, ma le borse di studio non sono state ancora erogate. La casa dello studente di via Mazzini, che doveva essere aperta nei primi di settembre è ancora chiusa (per fine settembre sarà riaperta, secondo voci che corrono, speriamo [...]). Gli arredi mancanti (basta ricordare le lavatrici nello studentato di F.Filzi) che tanto avevano colpito la sensibilità del nostro governatore si sono fermati tra uffici regionali e le cantine dell'ARDSU. Le tanto attese modifiche (e/o aggiornamenti) dei corsi di laurea, hanno prodotto ad Agraria molta preoccupazione e qualche serio problema, nonostante le rassicurazioni di rito che si accompagnano ad ogni modifica (e/o aggiornamento). Bisogna ricordare che la riduzione del numero di esami per triennali e specialistiche è un evento importante e necessario per la facoltà di agraria in particolare, ma bisogna anche ricordare che ad ogni cambiamento (molto frequente in questi ultimi anni) si accompagnano sacrifici per le studentesse e gli studenti che si trovano nel mezzo del cammino, studenti che raramente vengono interpellati per quello che passa inevitabilmente sulle loro teste.
A tranquillizzare tutti nell'Unibas ci ha pensato Tremonti, con il DL 112 e la conseguente risposta del mondo accademico, con paventati "blocchi" o comunque con iniziative che possono ledere il diritto allo studio, come già chiaramente affermato in Basilicata dal Senato Accademico.
Ci aspettano dei mesi caldi e forse dovremmo iniziare a far sentire più forte la nostra voce [...]