
La ricostruzione del Governo sugli scontri a Roma è discutibile, o no?

SERIETA', AUTORITA', EDUCAZIONE!
Disinformazione e incomprensione dilagano nelle manifestazione
[...] ma una massa di ragazzi privi di punti di riferimento ed impreparati
[...] Si assiste a un movimento di giovani disordinato e confuso
[...] persino violento
DECRETO GELMINI, D'ANGELO (AN) “LA SCUOLA MIGLIORA”
31/10/2008 11.42.54
[Basilicata]
“Il decreto Gelmini è legge. La scuola cambia a vantaggio della cultura, del merito e dell'efficienza, a partire dall'organizzazione delle scuola primaria è in atto un processo di rivalutazione culturale dell'istituzione scolastica”. E’ quanto dichiara Francesca D'Angelo Responsabile dell’esecutivo provinciale di An.
“E' un riforma assolutamente moderna -aggiunge Francesca D'Angelo- a difesa dello studente e del diritto allo studio, salvaguardato da ogni forma di privilegio, corruzione, inefficienza dei servizi. Si assiste a un movimento di giovani disordinato e confuso, privo di una guida certa, in cui si esprime un ribellismo aspro, persino violento. Lo spazio entro cui affrontare e risolvere i problemi non deve essere la piazza ma il parlamento, soprattutto in momenti di regressione economica mondiale, è un grave errore sollecitare le masse. Stupisce e preoccupa l'idea della sinistra di sostenere un referendum contro la legge Gelmini, senza rendersi conto che le misure della scuola si intrecciano con le leggi di bilancio e che un referendum in materia di finanze non viene contemplato dalla nostra Costituzione. Disinformazione e incomprensione dilagano nelle manifestazione, ma ci sono ottimi motivi per riformare gli atenei e le scuole italiane. Il principio che informa l'impianto legislativo della riforma è quello della razionalizzazione delle risorse ; un principio semplice ma dirompente: i soldi devono andare ai migliori, e devono essere tolti senza pietà a chi fa cattiva ricerca e cattiva didattica. Il dramma della scuola italiana – conclude D’Angelo- non è il decreto Gelmini, ma una massa di ragazzi privi di punti di riferimento ed impreparati, una classe docente malselezionata e malpagata, 150mila bidelli ridotti al ruolo di soprammobili . E' ora di ripristinare serietà ,autorità, educazione”.
Continuate a firmare la petizione on-line per le borse di studio che trovate sul sito.
I soldi faticosamente conquistati a luglio non si sa dove sono stati smarriti (forse l'ARDSU ha dimenticato di chiederli).
Ed ora che si fa? Questa è la domanda più frequente. Bisogna lottare contro l'arroganza di questo Governo e non credere ai miraggi ed alle favole. Può un Governo che non ascolta le piazze, le studentesse e gli studenti, genitori, docenti, professori, l'ombra dell'opposizione, l'opposizione ombra ascoltare proposte partite chissà da chi. Bisogna prima bloccare il disegno di distruzione dell'università pubblica.
La protesta non è di destra o di sinistra, ma è contro le destre ed è per un modello di università che sicuramente abbiamo ereditato grazie alle lotte della sinistra. Abbandoniamo i profeti stanchi e torniamo nell'università a lottare e studiare.
Infine è in atto un tentativo di assopire la protesta, facendo passare il messaggio che alcune cose non devono essere fatte, perchè così ci ha chiesto il Governo o alimentando strategie di paura e ritorsioni. Occupare simbolicamente l'università e le scuole è un atto lecito, utile alla contrapposizione contro chi non ascolta nessuno. Dobbiamo portare la protesta nei nostri luoghi, nelle università, anche perchè fra un pò piove ed il Governo è ladro nei nostri confronti, nei confronti dell'università e della scuola. Oggi come non mai, bisogna resistere e crescere in numero. Il rettore, docenti, ricercatori, personale tecnico-amministrativo devono continuare a stare dalla nostra parte, amplificando quelle che sono le nostre proteste, attivamente e in modo continuo, con le lezioni in piazza, la didattica alternativa, partecipando alle assemblee ed altro.
Bisogna, oggi come non mai, occuparsi tutti insieme di università.