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thanks

grazie a shizoo per i goodies

LUX
mercoledì, 26 novembre 2008

vignetta

WillyBlake | [ commenti (2)? ]



DESERTO
mercoledì, 26 novembre 2008

Basilicata, un' elementare costruita con la sabbia
Repubblica — 24 novembre 2008  

ROMA - In Basilicata c' è una scuola costruita con la sabbia. Quasi senza cemento. Una scuola elementare. Si trova a Scanzano Jonico, in provincia di Matera. E' attiva da 21 anni e per i tecnici, incaricati dalla Regione di studiarne la staticità, è un miracolo che sia ancora in piedi. Dalle analisi, infatti, risulta che i pilastri del primo piano sono stati realizzati utilizzando cemento solo nella misura del quaranta per cento. Il resto, appunto, è sabbia. Quando il sindaco del paese, Salvatore Iacobellis (esponente locale del Pd) l' ha saputo, quasi non ci voleva credere. «Una pazzia, una pazzia». Un istituto con 18 classi, 400 bambini e 70 insegnanti. Se la Regione non avesse avviato una verifica degli edifici scolastici a rischio sismico, nessuno se ne sarebbe mai accorto. Così, per non chiedere più aiuto alla fortuna, il primo cittadino, poco prima dell' inizio dell' anno scolastico, ha firmato un' ordinanza urgente di chiusura. E di sgombero. La scuola, ora, sarà completamente demolita e poi ricostruita. Ma in questa vicenda c' è un altro aspetto paradossale. I genitori dei quattrocento bambini, costretti a lasciare la scuola sul punto di crollare, sono sul piede di guerra. Le soluzioni in emergenza adottate dal Comune di Scanzano Jonico, dopo la chiusura, per permettere ai piccoli alunni, comunque, un regolare inizio d' anno scolastico, non sono piaciute, anzi. Sotto accusa sindaco e direzione scolastica. L' amministrazione comunale ha disposto una soluzione "spezzatino": alcune classi all' interno di una scuola media, altre in un centro anziani, altre ancora in biblioteca. In attesa di liberare il Municipio che sarà la soluzione definitiva. Relativamente. Si aspetta la costruzione del nuovo plesso scolastico. Occorreranno almeno quattro anni, e oltre quattro milioni di euro. Ma i fondi ancora non si trovano. -
GIUSEPPE CAPORALE

WillyBlake | [ commenti ? ]



stuDEnti
domenica, 23 novembre 2008
DOMANI, ORE 15.00 AULA GALILEO MACCHIA ROMANA, Potenza: ASSEMBLEA STUDENTESCA PER ORGANIZZARE LE PROSSIME INIZIATIVE.
WillyBlake | assembla potenza [ commenti ? ]



PLENARIA
giovedì, 20 novembre 2008
Il movimento che tutti stiamo vivendo e che abbiamo contribuito a generare è un movimento straordinario. L’Onda ha fatto irruzione nel nostro presente e nel presente di questo paese, mutando una scena, quella del governo delle destre, che sembrava suggerire solo senso di sconfitta e desolazione. La rottura definita dall’Onda ha infranto equilibri tutt’altro che marginali. Nel giro di poche settimane la popolarità del governo è profondamente diminuita; il movimento, intanto, è riuscito a codificare, con un linguaggio comprensibile ai più, un rifiuto esplicito della crisi economica globale. L’unità concertativa dei sindacati confederali sembra per adesso un ricordo lontano, mentre il 12 dicembre la Cgil propone uno sciopero generale di tutte le categorie. Non è tutto merito del movimento, indubbiamente, è senz’altro vero, però, che senza questo movimento tutto ciò non sarebbe stato possibile.
Una spazio enorme si è aperto, uno spazio conquistato dall’onda, dalla sua forza, uno spazio che ci consegna una grande sfida politica. Ci siamo detti in più occasioni, infatti, che questo movimento non vuole perdere: un movimento nuovo, una grande marea generazionale, che vuole riconquistare il futuro di cui è stata derubata. “Ci bloccano il futuro e noi blocchiamo la città”: non solo uno slogan, un modo nuovo per l’università, di praticare il conflitto. Un conflitto che parla non tanto e non solo del rifiuto dei tagli previsti dalla legge 133; piuttosto un conflitto in grado di contrapporre forza all’arroganza di chi vuole imporre la crisi socializzando le perdite di banche e imprese. Dopo anni di politiche neo-liberiste d’improvviso si riscopre il debito pubblico, un debito pubblico che viene utilizzato per sostenere i privati e che penalizza ancora i giovani, i precari, la società tutta. Si taglia il welfare, dopo che già tanto si era e si è fatto in questi anni nel senso della privatizzazione dei servizi.
La sfida politica che questo movimento ha posto è come sottrarre l’università pubblica all’attacco finale che la finanziaria Tremonti e il governo Berlusconi in generale hanno disposto. Un attacco ben preciso che parla di una forma altrettanto definita di sviluppo, che individua come priorità la salvaguardia di un modello economico fallimentare invece di investire sulla formazione, sull’innovazione, sulla ricerca, in una parola sul nostro futuro. Una politica economica ben definita dalle legge 133 che prevede una serie di provvedimenti “volti a razionalizzare la spesa e il debito pubblico” tagliando indiscriminatamente scuola, servizi e università. E ancora, insieme alla drastica riduzione del personale, si prevede la possibilità per gli atenei di trasformarsi in fondazione di diritto privato, cancellando così il carattere pubblico dell’istruzione, ovvero la sua qualità essenziale e un nostro diritto fondamentale.
Un movimento che non accetta rappresentanza, ci siamo detti a più riprese. Un movimento che guarda al cambiamento e che sa che il cambiamento non è delegabile, va agito da subito, nel pieno delle forme di auto-organizzazione e nel conflitto. Un movimento che ha saputo esprimere in modo chiaro e inequivocabile il suo antifascismo e di concerto la sua capacità di parlare alla società tutta, partendo dalla sua specificità ma con la tensione ad allargare quanto più possibile i temi della mobilitazione. Non solo: questo è un movimento che sta sperimentando nuove forme di organizzazione, superando anche qualsiasi forma di rappresentanza interna al movimento stesso.
Partiamo da quello che il movimento è già riuscito a determinare. La controffensiva del Governo infatti non è altro che il tentativo, mal riuscito, di far fronte all’evidente crisi (anche di consenso) prodotta dalla forza delle mobilitazioni. Il progetto di riforma presentata dal ministro Gelmini, pur attestandosi su una frettolosa e confusa retromarcia, cerca tuttavia di riproporre i punti centrali del complessivo progetto di dismissione dell’università: il taglio dei finanziamenti viene ora giustificato dalle retoriche della differenziazione, dell’efficienza e della meritocrazia, che altro non sono se non i processi di dequalificazione dei saperi, di gerarchizzazione e declassamento contro cui il movimento sta lottando. Pur predicando il cambiamento il progetto di riforma del Governo rafforza i privilegi della casta baronale e la difesa dello status quo, scaricando su studenti e precari la doppia crisi, quella dell’università e quella economica. Ciò è dimostrato dalla proposta, proveniente da più parti, di innalzamento delle tasse universitarie, che possono essere pagate solamente attraverso l’introduzione massiccia dei cosiddetti prestiti d’onore. In realtà si tratta del ricorso a quel sistema del debito pienamente sviluppato nel mondo anglosassone che è alla radice dell’attuale crisi globale.
Ancora una volta il Governo e il suo think tank, non fanno altro che proporre l’importazione di ricette e modelli già falliti altrove.
Dunque, gli unici alleati del Governo all’interno del mondo della formazione, sono in realtà quei baroni che a parole dice di voler combattere. In questo contesto l’unica forza di trasformazione è il movimento, che non solo si oppone ai tagli della legge 133, ma sta già costruendo le basi per un’altra università. Laddove Stato e Mercato lavorano congiuntamente alla dismissione dell’università, l’Onda Anomala lancia immediatamente la sfida dell’autoriforma.
Chiariamo: per autoriforma non intendiamo la definizione di un insieme di proposte tecniche da consegnare al legislatore di turno o a qualche attore specializzato nella mediazione politica o sindacale. Per autoriforma intendiamo al contrario un processo costituente aperto, modificabile e implementabile che organizza quella potenza di conflitto e autorganizzazione nella produzione dei saperi già presente in queste straordinarie settimane di mobilitazione, blocchi e occupazioni. La sfida, in altri termini, non si esaurisce nell’opposizione alla legge 133 e al futuro disegno di riforma, ma aggredisce immediatamente l’università esistente. Il fallimento del modello del 3+2 e dei tentativi di misurazione del sapere attraverso il sistema dei crediti, è stato determinato dalla diffusa indisponibilità degli studenti ad accettare i meccanismi disciplinari e la continua dequalificazione della formazione contenuti nella riforma Berlinguer-Zecchino.
L’autoriforma quindi non è una semplice carta di intenti, né tantomeno un tentativo di burocratizzare l’irrappresentabilità del movimento. L’autoriforma è invece l’apertura di un processo che già vive nelle pratiche del movimento, è un passaggio di consolidamento delle forme di autorganizzazione e un rilancio degli elementi del conflitto.
L’unica verifica per questo processo, è la capacità di tradurre da subito l’autoriforma in concreti elementi di programma e di agenda politica.
Il movimento di queste settimane, che ha coinvolto tutto il settore della formazione e dell’istruzione, nasce da una parzialità per parlare il linguaggio della generalizzazione. “Noi la crisi non la paghiamo” condensa istanze e rivendicazioni che vanno oltre i confini classici di scuola e università, per porre immediatamente le questioni del lavoro, del welfare, della precarietà e della libertà.
È su questo piano di generalizzazione che il movimento lancia la sua sfida anche verso il prossimo sciopero generale.
WillyBlake | sciopero generale, sapienza, plenaria, 12 dicembre [ commenti ? ]



Protagonismo [...]
sabato, 15 novembre 2008

CHIARIMENTI RISPETTO ALLO

SCIOPERO DEL 14 E SUL COORDINAMENTO

STUDENTI SEDE DI POTENZA DELL’UNIVERSITA’

LUCANA
 
Cari colleghi, è con forte stupore e sconcerto che leggo la nota della
FUL-CGIL in merito alla nostra partecipazione per la manifestazione del 14 a
potenza e più in generale sulla “presunta” rottura del coordinamento
studentesco a Potenza.
Percui provo a fare chiarezza a quanti oggi leggono la nostra posizione (
 strumentalizzata dalla FUL ) in merito alla protesta:
 
1. la federazione sui-generis è un movimento politico apartitico che in
piena autonomia sceglie la propria linea politica rispetto alla
manifestazione che in questi mesi attraversa il nostro Paese. COME ABBIAMO
SEMPRE SPECIFICATO STIAMO E VOGLIAMO RIMANERE NEI COORDINAMENTI ( FINO A
DECISIONE DIVERSA ) COMPRESO QUELLO DI POTENZA MA CHIARENDO , PER L’ENNESIMA
VOLTA, CHE IL COORDINAMENTO è E DOVRA’ ESSERE IL LUOGO IN CUI ASSOCIAZIONI,
STUDENTI, SINDACATI ECC SI INCONTRANO PER CONFRONTARSI E SCEGLIE , NEI
LIMITI DEL POSSIBILE, FORME COMUNI PER DIMOSTRARE IL NOSTRO DISSENZO VERSO
UNA POLITICA DI DESTRUTTURAZIONE DEL SISTEMA ISCRUZIONE CHE DA 20 ANNI
TUTTI, DA DESTRA A SINISTRA , HANNO CONTRIBUITO A REALIZZARE. Ma resta bene
inteso che il coordinamento è solo questo:

OGNIUNO POI, POLITICAMENTE ESPRIME PARERI E PROPOSTE ( VIVA IDDIO SIAMO ANCORA IN DEMOCRAZIA )che possono essere condivisibili o meno.
2. NOI NN VOGLIAMO SPACCARE NESSUN COORDINAMENTO, ANZI INVITIAMO TUTTI A
PARTECIPARVI ED A ESSERE SEMPRE PRESENTI PER CONTRIBUIRE ASSIEME ALLE COSE
CHE LO STESSO DECIDERA’ DI ORGANIZZARE NELL’AUTONOMIA DI CHI LO COMPONE.
3. PARTECIPIAMO ALLA MANIFESTAZIONE NAZIONALE SULL’UNIVERSITA’ A ROMA SE NON
ALTRO perché CONVOCATA DA TUTTI: SINDACATI, ASSOCIAZIONI, MOVIMENTI ECC E
VISTO CHE L’AVEVAMO DECISO IN COORDINAMENTO A MARGINE DELL’ASSEMBLEA DEI
DOCENTI, ( COSì COME AVEVAMO DECISO DI REALIZZARE IL MURO DEGLI EQUI LIBRI
ED INVITO TUTTI A LAVORARE PER LA SUA REALIZZAZIONE) .
 
NN PARTECIPIAMO A POTENZA perché NON è CONVOCATA DA UN MOVIMENTO
TRASVERSALE, MA DA SINDACATI ED INOLTRE E’ UNO SCIOPERO CONTRO LE DIRETTIVE
IMPOSTA DAL MINISTRO DELLA FUNZIONE PUBBLICA SUI CONTRATTI PER I PUBBLICI
IMPIEGHI ON. BRUNETTA E NON SULL’UNIVERSITA’.
 
PARTECIPIAMO PIUTTOSTO ALLA 24H NO STOP P/SSO LA SEDE MATERANA DELL’USB: E
NOI OGGI SAREMO Là A LAVORARE ED CONTRIBUIRE ALLA RIUSCITA DELL’INIZIATIVA
PROMOSSA DAL COORDINAMENTO MATERANO.


4. AD AVVALORARE questo, stà il fatto che domani A ROMA , così come
stabilito a livello nazionale, ci sarà una riunione di tutte le anime delle
Università italiane in cui, saranno presenti tutti i movimenti, senza
cappelli, partiti e/o sindacati. Un appuntamento da nn perdere visto che
avevamo deciso di coordinarci con gli altri atenei.


5. Non pensavamo che la nostra nn presenza a pz per il 14 potesse essere
motivo di spaccatura del coordinamento studentesco…..se non altro noi siamo
una parte ma nn rappresentiamo tutto il coordinamento, credo che se a
maggioranza il coordinamento HA deciso di partecipare il 14 a pz ha tutta la
legittimità di farlo ma nn può “costringere” un pezzo rappresentativo di
questa Università a aderire per forza……con attacchi strumentali e
dichiarando cose inesatte o addirittura inventate di sana pianta. ( Mi
chiedo come mai proprio adesso ……adesso…..mmmm…..come mai?)

6. Non credavamo che la manifestazione a pz rispetto al mondo interno
potesse essere “momento così importante per il nostro futuro”, ( siamo
sicuri che rappresenti il futuro di tutti e non di qualcuno?) dato che
crediamo che la quotidianità del fare e dell’agire sià sì un tassello che
possa costruire un cambiamento culturale in questo paese……e come movimento
politico sui-generis vogliamo portare avanti ogni gg.

7. SIAMO GRATI AI SINDACATI, I PARTITI, CHE OGGI CERCANO ANCHE LORO DI
SENSIBILIZZARE CMQ L’OPINIONE PUBBLICA SU UN PROBLEMA REALE E CHE SI
RIPERQUOTERA’ DA SUBITO SUL SISTEMA PAESE, MA non vogliamo che utilizzino
questo movimento spontaneo per cavalcalo e/o  rappresentarlo.
 
MA PUNTUALIZZIAMO UNA COSA:

il movimento studentesco che stà animando ed infiammando il paese nasce
fuori da schemi di partito e/o di sindacato: esso  nasce come movimento di
studenti in maniera trasversale e non ama ne i protagonismi individuali, ne
farsi mettere un cappello da chi in questi ultimi 20 anni ha gestito
l’istruzione in questo paese è non ha fatto niente per cambiarla….sia a
destra che ha sinistra.Noi come federazione, ci identifichiamo , su questa protesta, con quel
movimento nato spontaneo per proporre un nuovo modo di intendere la cultura
e la politica in questo paese e Per Dio urleremo sempre la nostra autonomia
 e apartiticità….senza schemi ideologici o di parte.
 
Come avete visto negli ultimi gg già da più parti iniziano a tirarsi
indietro rispetto alla protesta ( chiaramente parlo di sindacati e partiti )
perché continuano a proporsi come interlocutori e portavoci di un dissenzo
che è figlio anche delle loro azioni: è bastato un dl (n.180 ) uscito 3 gg
fa per farli defilare.
 
Percui, in conclusione…..NOI STIAMO E SAREMO NEL COORDINAMENTO FINCHè LA SUA
NATURA NN VERRA’ SNATURATA E STRUMENTALIZZATA….

I PARTITI SONO I PARTITI, I SINDACATI SONO I SINDACATI……GLI STUDENTI LIBERI
SONO STUDENTI LIBERI…..E PERMETTETELO DI DIRE CON UNA PUNTA DI ORGOGLIO:
SUI-GENERIS è SUI-GENERIS.
 
 
 Cordialmente,
 ANTONIO CANDELA
 SEG.NAZ.FED. SUI-GENERIS
 
 
 Federazione Sui-generiS Potenza
 C/o Spazio per le Associazioni, Piano Terra Facoltà

di Agraria,Campus di
 Macchia Romana
 Via dell’Ateneo Lucano, 10 85100 POTENZA
 Tel : +390971205577
 E-mail : potenza@sui-generis.it
 Web : www.sui-generis.it

WillyBlake | [ commenti ? ]


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