Leggo sui quotidiani di oggi [qui l'articolo su Repubblica ma la notizia era anche su Liberazione e Corriere della Sera] alcune cose inquietanti che non solo non mi convincono, ma contro le quali mi batterò con forza. In poche parole e per chi, comprensibilmente, non avesse voglia di andarsi a leggere l'articolo sul giornale di De Benedetti, vi riassumo quello che circola.
1) La sinistra andrà da sola alle ormai inevitabili elezioni, con un'unica lista e un simbolo, quello della sinistra arcobaleno, che è quello che vedete nella barra laterale di questo blog da ormai un paio di mesi. La notizia buona è che la sinistra compie un primo decisivo passo verso il soggetto unitario e plurale, quella cattiva è che non ci sarà alleanza con il piddì (la scelta di Veltroni di andare da solo sembra ormai irrevocabile). In pratica, Berlusconi vincerà sicuramente le elezioni e sarà il prossimo presidente del consiglio.
2) il simbolo verrà "adornato" dai quattro simbolini dei singoli partiti, comprese le due - due! - falci e martello che spiccano sia nel simbolo di rifondazione che in quello dei comunisti italiani. E' una cazzata, una cazzata enorme, io sono profondamente contrario. Ci sarebbero tanti motivi ma mi limito a dirne uno: la possibilità che subito dopo il voto uno dei quattro soggetti (ad esempio diliberto, viste le ultime dichiarazioni…) decida che il progetto del soggetto unitario non lo convince, che comunque il suo simbolo sulla scheda c'era e che proseguirà l'avventura in autonomia… insomma, che usi la lista arcobaleno solo per passare le forche caudine dello sbarramento. Non ci sto.
3) il candidato primo ministro della sinistra arcobaleno sarebbe Fausto Bertinotti, con Grazia Francescato dei Verdi come sua vice. Fatto salvo il rispetto per Bertinotti, questa è una follia! Bertinotti è una candidatura di nicchia, tutta comunista, che non apre a quell'elettorato di sinistra non comunista che si sente deluso dal piddì e che guarda con speranza a una sinistra di governo, con volti nuovi e idee nuove, una sinistra unita e soprattutto moderna. Io non voglio condannare la sinistra al minoritarismo, la sfida è quella di farla diventare soggetto egemone in questo paese. Di Bertinotti apprezzo tantissime cose, e gli riconosco un ruolo importante nel processo di cambiamento di Rifondazione Comunista. Ma è sulla breccia dai tempi dello scioglimento del PCI, sono passati 20 anni! Parte del nostro elettorato potenziale lo identifica ancora come il killer del primo governo Prodi, non si riconoscerebbe in quella candidatura.
No, a queste condizioni capestro, che ridurrebbero la sinistra a nicchia minoritaria, non ci credo e mi batterò contro questa infausta (scusate il gioco di parole) decisione, presa tra l'altro in totale autonomia non si sa bene da chi. Io spero che si tratti solo di indiscrezioni prive di fondamento, staremo a vedere. Rilancio la mia scelta, che è la scelta di chiunque crede che la sinistra debba rappresentare una forza di cambiamento in questo paese, capace di lanciare una sfifa concreta ai reazionari e ai moderati. L'unico nome possibile, capace di suscitare entusiasmi e passioni è solo quello di NICHI VENDOLA. E se cominciamo a dirlo in tanti, forse qualcosa cambierà.