
Vince l’Erasmus ma è costretto a rinunciare a causa «di errori burocratici commessi dai dipendenti »
«Negligenza» all’Ateneo lucano
La denuncia di Cristof Mariani, studente della facoltà di Ingegneria
di IRANNA DE MEO
UN’OPPORTUNITA’ trasformatasi in disavventura. Questa in sintesi la storia di Cristof Mariani, studente iscritto alla facoltà di Ingegneria.
«Tutto iniziò per gioco - racconta - con un gruppo di amici. Presentai domanda per una borsa Erasmus a gennaio 2006 e ad aprile risultai vincitore di una borsa di mobilità studentesca Internazionale Erasmus di sei mesi all’Università Politecnica di Valencia. Accettai subito la destinazione e mi affrettai a compilare tutto quanto necessario, ma nel redigere il piano di studi da svolgere a Valencia, mi accorsi che era possibile seguire un solo corso».
Cristof ero intenzionato a rinunciare poichè bisognava seguire e superare almeno due esami. «Mi consultai con la tutor, la dottoressa Antonella Guida - continua il racconto - la quale dopo innumerevoli telefonate e ore di vana attesa mi liquidò con un: “Vai sul sito, lì c’è tutto, ora ho altro da fare”».
A gennaio 2007 , il ragazzo, trepidante per l’esperienza, vola per la Spagna, ma farà presto ritorno. Ad attenderlo una brutta sorpresa. Prima di partire, aveva eseguito gli adempimenti burocratici compilando in fretta e furia un piano di studi,che, tra mille ritardi e difficoltà riuscì a consegnare per tempo, e che era stato poi approvato dal Consiglio di Facoltà.
«Dopo di ciò - spiega - la prassi prevede che una copia del piano di studi parta per l’Università ospitante per l’approvazione e torni indietro timbrata e firmata prima della partenza dello studente. Due giorni prima della partenza mi recai all’ufficio Relazioni internazionali dalla dottoressa Anzalone per ritirare il piano di studi, il contratto e gli altri documenti necessari. Ma il piano di studi non era rientrato e non se ne sapeva nulla. Mi fu detto di non preoccuparmi».
Arrivato in Spagna ha scoperto che il piano di studi non era stato approvato perché, come sosteneva, quei corsi non erano previsti in
quel semestre. Con l’aiuto della ragazza tutor spagnola prova a cercare una soluzione, ma niente da fare.
Al suo rientro in Italia, dopo 5 giorni, dopo aver inseguito vanamente la dottoressa Guida, ha informata il responsabile istituzionale del progetto Erasmus, Pasquale Piazzolla, che durante un primo incontro aveva dimostrato tutta la propria disponibilità. «Successivamente, però - aggiunge lo studente - le carte in tavola erano cambiate.
Iniziarono così gli scarica barile di responsabilità tra le varie figure in gioco. Il risultato fu la mia rinuncia forzata alla borsa, nella quale però specificai che le cause erano “incongruenze e negligenze nella pratica”,parole che suscitarono non poche reazioni nelle parti in causa».Ma i tentativi di essere ascoltato continuarono.
«Decisi allora di scrivere una lettera al rettore - continua - per spiegare e chiedere un incontro, ma mi ricevette il vice, Mucciarelli, ma meno di niente. La situazione era quella e al massimo ci si poteva impegnare sulla parola per farmi rientrare nella successiva graduatoria, con escamotages ancora non chiari e non molto puliti. Ma fu una possibilità
da me scartata a priori. Ultima spiaggia era la denuncia penale,per la quale, secondo il mio avvocato,ci si potevano anche trovare gli estremi. Tra danni materiali, morali e mancata opportunità qualcosa si ricavava, ma non mi sembrò il caso di aprire una causa per qualche centinaia di euro. La presi come una “vacanza” andata male e ripresi da dove avevo lasciato».
Gli toccò aspettare il nuovo anno accademico per seguire i corsi che non aveva eseguito qui, perdendo tempo. Amarezza e delusione nelle sue parole per un’opportunità mancata.
Sottolinea «la negligenza che si respira negli uffici di via Nazario Sauro, le vacanze premio concesse sotto forma di viaggi interculturali,nell’ordine di due o tre all’anno. La cosa più vergognosa è che ciò avviene in un ateneo con solo 10 mila immatricolati, dove le cose davvero dovrebbero funzionare bene, anche perchè le nostre tasse servono a pagare fior di stipendi a professori e segretari che fanno pausa caffè ogni dieci minuti, ma non trovano 5 minuti per svolgere bene quelle 4 pratiche che sono di loro competenza».
Ma non finisce qui perché successivamente la stessa disavventura è capitata anche ad altri studenti,sempre con gli stessi attori che ne uscirono ancora una volta con la faccia pulita e le tasche piene».
UNIVERSITA'
Ha dovuto affrontare una vera e propria odissea chi sabato scorso si è cimentato con le procedure informatiche del decreto flussi 2007. È vero che stavolta non si sono avute le code notturne davanti agli uffici postali, ma è pur vero che il primo dei tre ‘click day’ previsti (quello per immigrati provenienti dai Paesi firmatari di accordi bilaterali) è stato un flop.
Decine di comitati Arci impegnati nell'assistenza gratuita in questa rocambolesca lotteria telematica hanno denunciato disfunzioni del sistema e tempi di attesa esasperanti nell'invio delle domande. Viste le evidenti ingiustizie prodotte dal meccanismo, che rischiano di tradursi in una valanga di contenziosi, con le altre associazioni stiamo chiedendo al
Governo di rivedere la procedura e i criteri della graduatoria, e di riaprire le liste con un nuovo decreto all'inizio del 2008.
Oltre 350mila domande per 45mila posti disponibili sono la dimostrazione palese che la normativa in vigore continua a produrre ogni anno un esercito di irregolari: persone che in realtà hanno trovato un lavoro in Italia e pure un datore di lavoro disposto a regolarizzarli ma che non possono farlo. E pensare che si tratterebbe di altrettanti nuovi contribuenti, e quindi introiti fiscali e ricchezza per tutto il Paese. Lo stesso Ministero degli interni denuncia lo squilibrio sempre più evidente fra le quote previste, 170mila posti in tutto, e la reale esigenza del mercato del lavoro, almeno 3 volte superiore.
Per non parlare dell'assurdo calvario che attende chi avrà la fortuna di vincere la lotteria e dovrà comunque affrontare un viaggio clandestino per tornare nel Paese d'origine a ritirare il visto d'ingresso per l'Italia. Tutti sanno - e fingono di non vedere - che il decreto in realtà non determina i flussi di ingresso, ma è l'unico modo per sanare la situazione di chi è già arrivato. Serve una nuova legge sull'immigrazione, subito. Il Governo l'ha preparata, ma deve diventare una priorità del Parlamento, per non continuare a prendere in giro centinaia di migliaia di persone che chiedono solo diritti e dignità.
per informazioni sui decreti:
In Francia, la legge relativa alle libertà e responsabilità delle università (L.R.U.) è stata votata durante le vacanze dal parlamento. Da alcune settimane, delle assemblee d'information e di mobilizzazione a proposito di questa legge, scioperi e/o delle dighe hanno toccato quasi trenta università. Un coordinamento nazionale (che riunisce rappresentanti di 21 università) ha avuto luogo il 27 ed il 28 ottobre ad Toulouse ed ha lanciato un appello ampio che richiede l'abolizione della legge L.R.U. e la difesa delle pensioni e dei servizi pubblici, amnistie per condannati dei movimenti sociali e l'abolizione delle leggi anti-immigrati (legga il appello )
[ (Legga il seguito: analisi e dettagli delle università mobilitate, regolarmente aggiornati)]
Più informazione nei siti locali: [ Lille | Nantes | Paris | Grenoble | Auvergne | Toulouse | Marseille | Lyon | Rennes ]
Il bombarolo e la nuova Giunta :
Era attesa da molti giorni ed infin è arrivata la nuova Giunta ( attesa da chi? n.d.b. ). I Capitani sono in gioco ed adesso o si risolleva la Basilicata o cadono tutti con DeFilippo ( Chi sono i capitani? n.d.b. ). Fierro pare sia naufragato tra i Patti di Consultazione (n.d.b. ma Fierro non era esterno?). L'ingresso di Loguercio è una novità ( Chi è Loguercio?n.d.b.), mentre l'esclusione di Mollica era una necessità,purtroppo non ci sarà più un punto di vista ambientalista (n.d.b. c'è mai stata???). D'Autilio, in virtù del cambio di casacca di DeFranchi ( n.d.b. in che squadra giocava DeFranchi?)[...] così si parlerà domani in Basilicata.[...]
Per il bombarolo e la sua equipe basta citare i 99POSSE :"c'è chi dice non cambia niente, se a cambiare non è la gente". Poi basta pensare al caso I.D.V. ed al caso I.D.M. ( n.d.b. Italia dei Valori ed Italia di Mezzo ), al caso Santochirico ( che ha votato per la mozione Mussi e come portatore di quella posizione credo sia stato votato; quindi si parte da una linea di contrarietà al P.D. e poi il P.D. lo andrà a fare ) e si capisce che la gente cambia, a volte in corso d'opera e qualche volta per interessi o per ravvedimenti che significano che in precedenza si è sbagliato punto di vista ( ammissione di colpa che dovrebbe comportare l'esclusione dalla rosa, non con metodi strani ma con le dimissioni).
Nonostante tutto il bombarolo non ha neanche tanta voglia di parlare e neanche voglia di prendersela con i governanti. Da oggi a tre o quattro anni dovrà emigrare e continuerà a guardare con rimpianto alla Basilicata, magari scrivendo su un blog e maledicendo il giorno in cui ha deciso di ritornare. Poi il futuro Governo Regionale cambierà la Giunta ed il bombarolo sarà felice : "chissà che cambia qualcosa e finalmente potrò ritornare". Per ripetere ciclicamente questo alternarsi di gioia e delusione, da spettatore non votante e lontano. In attesa della sua venuta , nell'attesa della venuta di un messia qualunque che risvegli nei lucani la voglia di entusiasmarsi.
Mi dispiace dirlo, questo messia nel centrosinistra non c'è e probabilmente neanche nel centrodestra. Che facciamo prendiamo un esterno???
Nota : per n.d.b. si intende nota del bombarolo