
Costituzione della Federazione Universitari Lucani
Presentato presso la CGIL Regionale verrà presentato il progetto di Costituzione della FUL.
La Federazione Universitari Lucani,opererà nell'ambito dell'Università di Basilicata, ed aderirà all'UDU nazionale.
Nell'ambito della Costituzione della FUL, il 29 luglio scorso, è stato sottoscritto un protocollo di intesa tra l'Associazione e la CGIL di Basilicata.
La CGIL offrirà, fermo restando la piena autonomia delle due organizzazioni, i propri servizi a tutti gli studenti universitari aderenti alla FUL.
In questo modo si avvia una nuova ed importante iniziativa anche sul piano della tutela dei diritti degli studenti universitari.
Alla presentazione dell'iniziativa erano presenti il Segretario Regionale della CGIL Antonio Pepe, il Coordinatore della FUL Ottavio Romanelli, il vice-coordinatore Ciccio Pavese oltre che studentesse e studenti organizzatori ed animatori del coordinamento per il diritto allo studio.
Vince l’Erasmus ma è costretto a rinunciare a causa «di errori burocratici commessi dai dipendenti »
«Negligenza» all’Ateneo lucano
La denuncia di Cristof Mariani, studente della facoltà di Ingegneria
di IRANNA DE MEO
UN’OPPORTUNITA’ trasformatasi in disavventura. Questa in sintesi la storia di Cristof Mariani, studente iscritto alla facoltà di Ingegneria.
«Tutto iniziò per gioco - racconta - con un gruppo di amici. Presentai domanda per una borsa Erasmus a gennaio 2006 e ad aprile risultai vincitore di una borsa di mobilità studentesca Internazionale Erasmus di sei mesi all’Università Politecnica di Valencia. Accettai subito la destinazione e mi affrettai a compilare tutto quanto necessario, ma nel redigere il piano di studi da svolgere a Valencia, mi accorsi che era possibile seguire un solo corso».
Cristof ero intenzionato a rinunciare poichè bisognava seguire e superare almeno due esami. «Mi consultai con la tutor, la dottoressa Antonella Guida - continua il racconto - la quale dopo innumerevoli telefonate e ore di vana attesa mi liquidò con un: “Vai sul sito, lì c’è tutto, ora ho altro da fare”».
A gennaio 2007 , il ragazzo, trepidante per l’esperienza, vola per la Spagna, ma farà presto ritorno. Ad attenderlo una brutta sorpresa. Prima di partire, aveva eseguito gli adempimenti burocratici compilando in fretta e furia un piano di studi,che, tra mille ritardi e difficoltà riuscì a consegnare per tempo, e che era stato poi approvato dal Consiglio di Facoltà.
«Dopo di ciò - spiega - la prassi prevede che una copia del piano di studi parta per l’Università ospitante per l’approvazione e torni indietro timbrata e firmata prima della partenza dello studente. Due giorni prima della partenza mi recai all’ufficio Relazioni internazionali dalla dottoressa Anzalone per ritirare il piano di studi, il contratto e gli altri documenti necessari. Ma il piano di studi non era rientrato e non se ne sapeva nulla. Mi fu detto di non preoccuparmi».
Arrivato in Spagna ha scoperto che il piano di studi non era stato approvato perché, come sosteneva, quei corsi non erano previsti in
quel semestre. Con l’aiuto della ragazza tutor spagnola prova a cercare una soluzione, ma niente da fare.
Al suo rientro in Italia, dopo 5 giorni, dopo aver inseguito vanamente la dottoressa Guida, ha informata il responsabile istituzionale del progetto Erasmus, Pasquale Piazzolla, che durante un primo incontro aveva dimostrato tutta la propria disponibilità. «Successivamente, però - aggiunge lo studente - le carte in tavola erano cambiate.
Iniziarono così gli scarica barile di responsabilità tra le varie figure in gioco. Il risultato fu la mia rinuncia forzata alla borsa, nella quale però specificai che le cause erano “incongruenze e negligenze nella pratica”,parole che suscitarono non poche reazioni nelle parti in causa».Ma i tentativi di essere ascoltato continuarono.
«Decisi allora di scrivere una lettera al rettore - continua - per spiegare e chiedere un incontro, ma mi ricevette il vice, Mucciarelli, ma meno di niente. La situazione era quella e al massimo ci si poteva impegnare sulla parola per farmi rientrare nella successiva graduatoria, con escamotages ancora non chiari e non molto puliti. Ma fu una possibilità
da me scartata a priori. Ultima spiaggia era la denuncia penale,per la quale, secondo il mio avvocato,ci si potevano anche trovare gli estremi. Tra danni materiali, morali e mancata opportunità qualcosa si ricavava, ma non mi sembrò il caso di aprire una causa per qualche centinaia di euro. La presi come una “vacanza” andata male e ripresi da dove avevo lasciato».
Gli toccò aspettare il nuovo anno accademico per seguire i corsi che non aveva eseguito qui, perdendo tempo. Amarezza e delusione nelle sue parole per un’opportunità mancata.
Sottolinea «la negligenza che si respira negli uffici di via Nazario Sauro, le vacanze premio concesse sotto forma di viaggi interculturali,nell’ordine di due o tre all’anno. La cosa più vergognosa è che ciò avviene in un ateneo con solo 10 mila immatricolati, dove le cose davvero dovrebbero funzionare bene, anche perchè le nostre tasse servono a pagare fior di stipendi a professori e segretari che fanno pausa caffè ogni dieci minuti, ma non trovano 5 minuti per svolgere bene quelle 4 pratiche che sono di loro competenza».
Ma non finisce qui perché successivamente la stessa disavventura è capitata anche ad altri studenti,sempre con gli stessi attori che ne uscirono ancora una volta con la faccia pulita e le tasche piene».
UNIVERSITA'
Il bombarolo e la nuova Giunta :
Era attesa da molti giorni ed infin è arrivata la nuova Giunta ( attesa da chi? n.d.b. ). I Capitani sono in gioco ed adesso o si risolleva la Basilicata o cadono tutti con DeFilippo ( Chi sono i capitani? n.d.b. ). Fierro pare sia naufragato tra i Patti di Consultazione (n.d.b. ma Fierro non era esterno?). L'ingresso di Loguercio è una novità ( Chi è Loguercio?n.d.b.), mentre l'esclusione di Mollica era una necessità,purtroppo non ci sarà più un punto di vista ambientalista (n.d.b. c'è mai stata???). D'Autilio, in virtù del cambio di casacca di DeFranchi ( n.d.b. in che squadra giocava DeFranchi?)[...] così si parlerà domani in Basilicata.[...]
Per il bombarolo e la sua equipe basta citare i 99POSSE :"c'è chi dice non cambia niente, se a cambiare non è la gente". Poi basta pensare al caso I.D.V. ed al caso I.D.M. ( n.d.b. Italia dei Valori ed Italia di Mezzo ), al caso Santochirico ( che ha votato per la mozione Mussi e come portatore di quella posizione credo sia stato votato; quindi si parte da una linea di contrarietà al P.D. e poi il P.D. lo andrà a fare ) e si capisce che la gente cambia, a volte in corso d'opera e qualche volta per interessi o per ravvedimenti che significano che in precedenza si è sbagliato punto di vista ( ammissione di colpa che dovrebbe comportare l'esclusione dalla rosa, non con metodi strani ma con le dimissioni).
Nonostante tutto il bombarolo non ha neanche tanta voglia di parlare e neanche voglia di prendersela con i governanti. Da oggi a tre o quattro anni dovrà emigrare e continuerà a guardare con rimpianto alla Basilicata, magari scrivendo su un blog e maledicendo il giorno in cui ha deciso di ritornare. Poi il futuro Governo Regionale cambierà la Giunta ed il bombarolo sarà felice : "chissà che cambia qualcosa e finalmente potrò ritornare". Per ripetere ciclicamente questo alternarsi di gioia e delusione, da spettatore non votante e lontano. In attesa della sua venuta , nell'attesa della venuta di un messia qualunque che risvegli nei lucani la voglia di entusiasmarsi.
Mi dispiace dirlo, questo messia nel centrosinistra non c'è e probabilmente neanche nel centrodestra. Che facciamo prendiamo un esterno???
Nota : per n.d.b. si intende nota del bombarolo
Dopo l'elezione del Senato Studenti, che ricordiamo vede Presidenza, VicePresidenza e Segreteria tutta S.S. [ Sui Generis ] si aprono questioni non banali :
- 1 ) Legittimo il pensiero che con i numeri si possa fare quel che si vuole, ma esiste una garanzia per gli studenti che anche le "forme di pensiero differenti da quello S.S." vengano almeno a contatto con le "decisioni" o "non decisioni" che l'organo più fallimentare e meno rappresentativo negli anni prenderà ? La gestione di una sola "famiglia", rappresenta la totale agonia del dialogo nell'università frutto di scontri, sintesi e decisioni prese in house.
-2 ) la questione aperta su lettere : gli studenti, non decidendo hanno comunque deciso, di non avere rappresentanza. I motivi di questa presa di posizione la lascio ad altri, ma bisogna tener presente che comunque vada il voto va rispettato perchè espressione ( se pur non della maggioranza degli studenti ) della maggioranza di chi si è scomododato per il voto oppure per il non - voto. Devono essere escluse nomine ad "Honoris Causa" o nomine per stanchezza. Se l'indicazione sarà quella, antidemocratica e superficiale, di riconfermare "i vecchi" oppure di "pescare nel mazzo" i nuovi di una delle due elezioni senza quorum bisognerà trovare la strada più opportuna per ripudiare questa scelta, da chiunque sia presa, che insieme ad altre forme di degenerazione costituiscono la distanza tra gli organi democratici dell'UniBas e gli studenti.
-3) Nessuno parla più di riduzione del numero di esami, di riorganizzazione dei corsi e della questione aperta del diritto al voto dei Senatori Accademici. Continuo ad essere convinto che marginalizzando gli studenti dalle decisioni prese dall'Ateneo si contribuisce a quel malcontento diffuso e generalizzato che tocca, in modo differrente, gli iscritti all'università della Basilicata. La riduzione del numero degli esami con i tetti previsti non è stata discussa certamente ad agraria perchè il manifesto ( ed era pure prevista una proroga ) è stato approvato quasi invariato. Bisognerà quindi aspettare l'anno prossimo per vedere specialistiche a 12 esami e triennali a 20. Bisognerà anche discutere sul sistema di propedeuticità che quasi sicuramente verrà ri-previsto. Spero che siano ascoltati studenti e rappresentanti su questioni delicate come questa.
-4) Bisogna iniziare ad interrogare l'ARDSU sulla ripartizione dei fondi, pretendendo l'abolizione di "strani contributi" come quelli "ad personam" che sono previsti nel regolamento per i contributi per "le attività ricreative, culturali etc.etc.". Questa strana forma di contribuzione risulta lesiva degli interessi e della dignità degli studenti, che compartecipano al bilancio con una tassa per il DIRITTO ALLO STUDIO ( CREG ). E' strano che i rappresentanti non se ne siano ancora accorti. Prevedere "contributi ad personam", in questi termini, riconosce la possibilità di una gestione personalistica dell'ente in barba a tutte le buone prassi e forse anche a qualche norma del diritto degli enti pubblici. Qualcuno di buon cuore potrebbe interrogare la Corte dei Conti, che ne so ...o qualche altro ente preposto al controllo.In sintesi per la crescita culturale gli studenti possono partecipare ad iniziative culturali sul territorio mondiale ( perchè non specificato ) e chiedere il rimborso all'Ente. Posso teoricamente andare ad INDIANAPOLIS a seguire la più famosa gara automobilistica se questo accresce "la mia cultura", non solo se sono uno studente di ingegneria meccanica. Cosa ancora più grave se fosse stato previsto qualche "bonus" per qualche studente, per esempio per svolgere tirocini formativi o altre forme di qualificazione didattica. Perchè questa misura è prevista per "ad personam" e non per tutte le persone che frequentano l'università ? Già solo all'ipotesi mi girano le palle.
-5) Esiste una questione abitativa a Potenza che non può essere più rimandata. Bene le nuove case dello studente, ma chi non potrà o non vorrà accedere agli alloggi riservati dovrà arrivare a pagare, spesso senza garanzie, gli affitti che si pagano a Roma? In virtù delle nuove facoltà e dei conseguenti nuovi iscritti, esiste ed esisterà sempre più un problema di saturazione delle case date in fitto agli studenti con la conseguente crescita esponenziale dei fitti, già elevati. Il contratto-tipo è una forma di garanzia per studenti e "padroni di casa" che va nella logica della concertazione. A Potenza, che io sappia, questa forma di contratto, prevista nella 431/98 non è stata prevista, tantomeno discussa. Bisogna portare questa discussione al centro delle discussioni tra Università e città.
6-) Le nuove facoltà ridurrano gli spazi vitali per gli studenti, vecchi e nuovi, e comporteranno anche un problema di organizzazione. In questa futura UNIBAS chi ci perderà saranno gli studenti, vecchi e nuovi che non avranno più spazi. Anche questo bisogna discutere, tra studenti e con gli studenti.
Vigilare è compito degli studenti, apriamo gli occhi.
Daniele Gioia