martedì, 13 gennaio 2009
Fabrizio è vivo
Si è conclusa la due giorni dedicata a Fabrizio De Andrè, a 10 anni dalla sua scomparsa. Due giorni organizzata da una piccola rete di soggetti, indipendenti tra loro, ma uniti nell'amore profondo per quello che deve essere riconosciuto come il più grande cantautore che la storia italiana ha avuto il piacere di conoscere. La rete composta dall'associazione Di Sinistra, dalla Federazione Universitaria Lucani (FUL per il diritto allo studio), dai Giovani Comunisti, dall'associazione zer0971 e dalla rivista Decanter è ben lieta di comunicare la straordinaria partecipazione di persone diverse, dai meno giovani fino ai giovanissimi, in un SotTeatro più che stracolmo. Rammarico, dunque, per l'assenza di spazi ampi ed autogestiti, che ha limitato, nostro malgrado, la partecipazione ad un'iniziativa che era per tutti e di tutti.
La straodinaria partecipazione dimostra come De Andrè più che parlare a qualcuno in particolare, ha parlato, parla e parlerà con genti diverse.
"La responsabilità del cielo" è stato un intenso momento di incontro, parole, musica, voci, immagini e video sull'amato Fabrizio, una due giorni che ci ha cambiato nel nostro piccolo, nel nostro essere minores. La necessità era di continuare a far parlare e cantare Fabrizio De Andrè, di farlo rivivere anche nei vicoli di Potenza, di dare modo a chi sentiva il bisogno di accompagnarne il ricordo con la condivisione.
A 10 anni dalla sua scomparsa rimane il senso di vuoto per la sua assenza fisica e la sua poetica sempre dalla parte degli ultimi, in un momento dove le maggioranze detengono i privilegi ed esercitano il potere, mostrando spesso gli artigli e facendo leva sulla paura per mantenere i propri privilegi, con la forza calpestano la dignità degli altri, fino a calpestare, in molti casi, la dignità dei popoli. Ci uniamo a Fabrizio nella vicinanza a tutte le minoranze emarginate, popoli, singoli o gruppi che siano. Proprio per questo si è voluto discutere della difficile situazione di Gaza, della guerra, dei popoli emarginati lanciando una campagna di raccolta di farmaci da inviare in Palestina, appena sarà riaperto un corridoio umanitario. Si è voluta affermare con forza la necessità di pace per per la nostra umanità e per questa terra, colma di dilanianti conflitti, che spesso passano inosservati forse perchè nella società dell'estetica televisiva, la guerra è percepita come inevitabile, distante, a tratti persino utile ed in molti casi irreale.
In un'atmosfera intima, conviviale e commossa è stato emozionante osservare l'attenzione e l'affetto per Fabrizio che tutt'ora vive nell' anima e nei grembi delle sue parole, mai stanche, mai non attuali, mai vecchie. Il tutto narrato in modo straordinario dallo spendido racconto musicale di Filippo Nigro, Roberto Furone e Fabrizio Lioy il 10 gennaio, con un percorso intenso attraverso la discografia di Faber. Domenica 11 gennaio Nigro e Lioy hanno suonato e cantato dal vivo "Storia di un impiegato" e "La Buona Novella", hanno accompagnato così le discussioni, i video, le immagini sul profondo della contestazione, un viaggio dal '68 all'Onda che nei mesi scorsi ha messo sottosopra l'Italia, unita, per la seconda volta, "in un coro di vibrante protesta". Alcuni protagonisti di allora hanno raccontato il loro '68 ed è stato approfondito il ruolo di De Andrè e delle sue opere negli anni della contestazione. In questo contesto proprio la "storia di un impiegato" rappresenta una riflessione di Fabrizio sul '68: pensate alla Canzone del Maggio. Tutto l'album racconta bene la frustrazione di un impiegato che non ha vissuto il '68 e cerca attraverso gesti singoli e singolari di partecipare al cambiamento, come nella canzone "Il bombarolo": purtroppo per lui, il tempo è passato, l'attimo è perso ed il ridicolo in cui rimane solo è la pena che sconta per il ritardo.
Ed allora, Fabrizio, caro amico fragile, ti accudiremo nel nostro profondo, come un figlio, un padre o un fratello, consapevoli che nelle tue parole potremo sempre trovare un conforto sia per noi, sia per proseguire in un difficile percorso che ci vede tutti come minores, parte piccola ed emarginata di questa società che spesso non riusciamo a capire, dove i maiores "sono diminuiti di numero, ma la loro diminuzione è direttamente proporzionale all'aumento in loro favore dei privilegi, dell'autorità, del potere, ormai pressoché illimitati". Le tue parole e la tua visione ci accompagnerà. Eri necessario per capire la chiave di lettura più vicina agli oppressi in questo difficile momento, per questo sentiamo che il cielo è responsabile, perchè poteva lasciarti con noi, lasciare la "tua goccia di splendore, di umanità" vivere ancora, purtroppo solo per ritardare l'ineluttabile. Tu, tuttavia, resti vivo nelle tue canzoni e nelle tue parole. Si, proprio così, Fabrizio è vivo!
Associazione Di Sinistra, Giovani Comunisti, Decanter, FUL per il diritto allo studio, zer0971.
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