
UNA STORIA VERA
Era Giugno dell’anno scorso quando un gruppo di studentesse e studenti, in seguito ad un incontro con la Presidentessa dell’ARDSU, la dottoressa Fulgione, diedero il via ad una battaglia che porterà, contro tutti i pronostici, alla vittoria finale ed al pagamento del 100% delle borse di studio per i beneficiari. Quegli studenti eravamo noi. Fummo proprio noi a proporre di costituire un coordinamento di studentesse e studenti, il “coordinamento per il diritto allo studio” e di avviare una battaglia serrata contro tutti i soggetti coinvolti, tra cui la stessa ARDSU e la Regione Basilicata, che si rimpallavano le responsabilità in una bizzarra partita a ping pong.
L’Ardsu era in esercizio provvisorio e quindi campava alla giornata o meglio al mese. La motivazione dell’esercizio provvisorio era dovuto a ritardi nell’approvazione del bilancio e della successiva discussione e ratifica delle Istituzioni Regionali. In più i fondi nazionali sarebbero stati erogati dal ministero sulla base delle borse pagate fino a quel momento, cioè una quota davvero ridicola e di conseguenza una quota ridicola di finanziamenti nazionali. Una battaglia lunga e difficile, che ha portato all’incontro con la Regione che, rispondendo al coordinamento, si è fatta carico di circa 3 milioni di euro, da inserire nell’assestamento di bilancio per poter sopperire alle mancanze dell’ARDSU. In quella sede emersero
anche tutta una serie di problematiche che riguardavano gli studentati. La mancanza di servizi essenziali, la scarsa sicurezza ed il caso emblematico della residenza di via Mazzini, del tutto inadeguata dal punto di vista della struttura e dei servizi, dove alcuni studenti rifiutavano persino di pagare la “retta” per la misera condizione in cui si erano ritrovati, da tempo inascoltati da tutti e tutto e con lo sfratto pendente sulla loro testa. Fu proprio un nostro dossier, che faceva un parallelo tra Via Mazzini e la residenza “la studentessa” di Perugia, pubblicato anche su un giornale locale, a portare alla chiusura ed alla ristrutturazione della residenza di Via Mazzini; residenza ora riaperta, con alcuni problemi risolti come le pericolose scale esterne per accedere alla vergognosa cucina ed alcuni aggiustamenti alla cucina stessa. Per il servizio di lavanderia e per gli altri servizi essenziali, molti sono i miglioramenti ancora da fare.
Esistono però delle “incertezze” nel bilancio dell’ente, tra cui le spese per le residenze universitarie e l'ormai famigerata villetta in Via degli Oleandri, apparentemente inutilizzata e per cui l’ARDSU pagava un salato affitto. La stessa Fulgione, più di una volta, annunciò un chiarimento pubblico. Naturalmente ancora aspettiamo trepidanti. Più di una volta abbiamo denunciato lo strano regolamento che dà la possibilità di erogare contributi “ad personam” e continueremo a parlarne. Sia sulla questione trasparenza sia sui bilanci vi terremo aggiornati, nel frattempo chiediamo all’Ente di pubblicare il bilancio anche sul sito internet, che potrebbe diventare un laboratorio di trasparenza istituzionale. Sono tre le attività dell’Ente che ci pongono nuovi interrogativi: uno fisico, l’altro pseudo-formativo, l’altro ricreativo. Ci riferiamo alla convenzione con una palestra, con un ente di formazione privato e con un lido di Metaponto. Bene, sulla palestra ci chiediamo se sia accettabile che un ente pubblico stipuli convenzioni con un singolo soggetto privato. In più ci chiediamo, nell’interesse generale, se non sia a questo punto più interessante investire nel C.U.S. che dell’università fa parte, anziché in altro. Nell'ambito pseudo-formativo ci chiediamo perché l'ARDSU possa avere nei suoi obiettivi la formazione affidata ad un privato, nel caso specifico la Studiodomini S.r.l..
Tanto si è discusso, in questo periodo di onde anomale, di università pubblica e di rapporti con i privati nella formazione, e poi proprio chi dovrebbe garantire il diritto di studiare in una pubblica università, stipula contratti con un ente di formazione privato. Infine ci chiediamo, quale rapporto può esserci tra l’interesse generale di Potenza e Matera ed un lido specifico sulla spiaggia di Metaponto?
In questo periodo di freddo gelido ci consoliamo con il pensiero di poter tutti usufruire di sconti pagati dall’ARDSU, quindi anche dalla nostra tassa per il diritto allo studio, in uno splendido lido di Metaponto: non vediamo l’ora che arrivi l’estate!