
Ha dovuto affrontare una vera e propria odissea chi sabato scorso si è cimentato con le procedure informatiche del decreto flussi 2007. È vero che stavolta non si sono avute le code notturne davanti agli uffici postali, ma è pur vero che il primo dei tre ‘click day’ previsti (quello per immigrati provenienti dai Paesi firmatari di accordi bilaterali) è stato un flop.
Decine di comitati Arci impegnati nell'assistenza gratuita in questa rocambolesca lotteria telematica hanno denunciato disfunzioni del sistema e tempi di attesa esasperanti nell'invio delle domande. Viste le evidenti ingiustizie prodotte dal meccanismo, che rischiano di tradursi in una valanga di contenziosi, con le altre associazioni stiamo chiedendo al
Governo di rivedere la procedura e i criteri della graduatoria, e di riaprire le liste con un nuovo decreto all'inizio del 2008.
Oltre 350mila domande per 45mila posti disponibili sono la dimostrazione palese che la normativa in vigore continua a produrre ogni anno un esercito di irregolari: persone che in realtà hanno trovato un lavoro in Italia e pure un datore di lavoro disposto a regolarizzarli ma che non possono farlo. E pensare che si tratterebbe di altrettanti nuovi contribuenti, e quindi introiti fiscali e ricchezza per tutto il Paese. Lo stesso Ministero degli interni denuncia lo squilibrio sempre più evidente fra le quote previste, 170mila posti in tutto, e la reale esigenza del mercato del lavoro, almeno 3 volte superiore.
Per non parlare dell'assurdo calvario che attende chi avrà la fortuna di vincere la lotteria e dovrà comunque affrontare un viaggio clandestino per tornare nel Paese d'origine a ritirare il visto d'ingresso per l'Italia. Tutti sanno - e fingono di non vedere - che il decreto in realtà non determina i flussi di ingresso, ma è l'unico modo per sanare la situazione di chi è già arrivato. Serve una nuova legge sull'immigrazione, subito. Il Governo l'ha preparata, ma deve diventare una priorità del Parlamento, per non continuare a prendere in giro centinaia di migliaia di persone che chiedono solo diritti e dignità.
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